
Pietro Pacelli è nato a Vallerano molti anni fà e ha impostato tutta la sua vita come riteneva opportuno, passando per esperienze di ogni tipo e pagando spesso un prezzo salato per questo “lusso”.
Vivere in modo dignitoso è certamente molto difficile. Per poterlo fare, spesso si deve cambiare aria, cambiare ambiente fino a che non riconosciamo quella che ci appare come la dimensione esistenziale a noi più consona.
I più, per forza di cose maggiore, si adeguano, si adattano, cercano di sopravvivere accettando una logica che, pure, non condividono, ma di cui si fanno portatori sani divenendo consapevolmente o meno, strumenti formidabili di violenza.
Levi pensava che i più feroci persecutori di ebrei, fossero i tranquilli ragionieri che tenevano freddamente la contabilità dei forni crematori. Levi pensava che costoro fossero, persino, più feroci e spietati degli ideologi più fanatici della superiorità della razza.
Ci sarebbe un’altra strada: battersi, con determinazione, accettare la guerra per la vita, essere disponibili a combattere senza esclusione di colpi, a volte colpire gli innocenti.
Non tutti se la sentono. Io no di certo.
Oggi Pietro Pacelli combatte la sua battaglia per la vita, lavorando in una Società di Servizi e prestando qualche consulenza. Vive in campagna e ha cominciato ad apprezzare la deliziosa superiorità degli animali rispetto alla belva umana e la conturbante bellezza della natura, in ogni momento ed in ogni sua manifestazione.
Voglio approfondire il tuo libro, la prima impressione è stata sicuramente positiva.